Non solo parole...
domenica, novembre 09, 2008
s'aggirano nel buio
di un liquido sonno
si nutrono voraci
d'incertezza
di desideri inesauditi
di antichi nuovi dolori
ingabbiano un cuore
con ali spezzate
che luce intravede
al di la delle sbarre
giovedì, ottobre 30, 2008
sola
nella
lotta
leone
ferito
a morte
che non chiede
pietà
guardo
ancora
il mio cielo
incontaminato
di stelle
già fa male
ciò che sarà
nuovo e vecchio gioco
che mi deride
che mi coglie
disperatamente viva
s’alzano
parole incerte
di meravigliata preghiera
che non conoscono
cielo sicuro
cerca culla
un amore contaminato
da antichi bisogni
nella speranza
divorata dai giorni
respiro il tuo respiro
si riflettono
nelle acque del mio dolore
i tuo occhi spenti
la tua mente ormai bambina
ti offro
da figlia
lacrime di cuore
da donna
un sorriso
che guarda al domani
pezzi di recente
delicata memoria
alla mercè
di devastanti pensieri
senza briglie
cercano l'antica colla
di un solido affetto
A te che sei piena d’amore
Che vorresti che per ognuno ci fosse un sorriso
Che non riesci ad odiare
Che non riesci a credere che ci sia tanto male
Che hai lottato
Sperato
Sbagliato
A te che hai capito
Che non bisogna arrendersi mai
Che la forza più grande è racchiusa in te stessa
Che l’amore più bello è quello che dai
A te voglio dire
Coraggio
Non aver paura
Non sei più sola
gabbiano
smarrito
in città silenziosa
con il tuo candore
di mare
attraversi
la mente
di dolore tinta
voli verso
un azzurro
profumo di cielo
che perdere
non vuoi
castello
di sabbia
impastato
d 'ingannevole
acqua
spazzato
da incauto
stupido
passo
schegge
di verità
d'amore
senza ritorno
rimpiangono
un sole
che non conosce
tramonto
Ciao maestra
Mi riconosci?
Sono quella bimbetta
Con gli occhioni sgranati
Furbetti a se stessi
Innocenti alla tua vita
Ricca di abbracci
di bugie d’attrice
Ciao maestra
Mi riconosci?
Sono quel bimbo
Un po’ saputello
Che costruisce fra realtà e sogno
La sua dolce, fragile vita
Ricco d’impegni
di serietà d’ometto
Ciao maestra
Mi riconosci?
Sono quella bimbetta
Bisognosa della tua mano
Che fiduciosa
Si riflette nei tuoi occhi
Ricca di carezze
di tenere parole
Ciao maestra
Mi riconosci?
Sono quel bimbo
Che s’incastra nella sua sedia
E nei suoi spropositati pensieri
Strappandoti un sorriso di tenerezza
Ricco di spudorate smorfiette
Di risate sdentate
Ciao maestra
Mi riconosci?
Sono quel monello
Che ti fa disperare
Che ti fa pensare
Che forse Erode aveva ragione
Ricco di tante incertezze
Di tante paure
Ciao maestra
Ci siamo tutti
Per donarti
il policromo profumo
di un amore innocente
lunedì, luglio 07, 2008
non ho parole
per evocare
eden culturali
di vanità compiaciuta
non ho parole
per evocare
beata sofferenza
perdoni
senza storie
non ho parole
per evocare
l'amore vergine
che non costa niente
che paga della sua presunzione
ho parole
per evocare
l'odio
della disperazione
ho parole
per evocare
amori fasulli
di esseri soli
ho parole
per evocare
l'impotenza selvaggia
dell'essere
ho parole
per evocare
la santità
misera
contraddittoria
intrisa
forse di sangue
di un povero diavolo
che non voleva esserlo









